Le Tecniche di Lavorazione:
come nasce un'opera d'arte.

Avventuina

Avventuina

Avventurina (o aventurina secondo lo spelling veneziano) tipo di vetro prodotto per la prima volta intorno al 1542, si ottiene con un procedimento singolare che consiste nell'aggiungere a fusione conclusa determinate quantità di rame, l'aventurina si distingue proprio perchè tutta la superficie risulta cosparsa di piccoli cristalli di rame le cui minuscole particelle creano un effetto particolarmente lucente e prezioso e sono utilizzate sia nel vetro soffiato che nel vetro a lavorato a lume.

Battuto

Battuto

Consiste nel levigare la superficie del vetro "battendola" su una mola a freddo ottenendo una serie di "bolli" di varie forme dando all'oggetto l'apparenza di essere stato battuto come il ferro.

Bulicante

Bulicante

Vetro di grosso spessore costituito da vari strati di piccolissime bollicine d'aria. Si ottiene introducendo il vetro in un particolare stampo ricoperto da punte metalliche, lasciando piccoli fori sulla superficie del vetro fuso; procedendo alla sommersione con un altro strato di vetro si trasformano in bolle d'aria. Tale lavorazione fu ideata da Flavio Poli negli anni30 con la collaborazione di Archimede Seguso.

Calcedonio

Calcedonio

Vetro ottenuto mescolando metalli di colore diverso per imitare le pietre come l'agata, il calcedonio, l'onice, la malachite e il lapislazzuli. Questo tipo di lavorazione fu creato a Venezia nel tardo XV secolo. Tecnica riscoperta da Lorenzo Radi verso la fine dell'ottocento.

Cristallo

Cristallo

Designa un tipo di vetro molto trasparente e rifrangente, ottenuto con l'impiego di silicato di piombo. Viene anche chiamato "vetro al piombo" e fu perfezionato in Gran Bretagna in Francia e in Boemia (fabbricato con silice, calcio e potassio) verso la fine del XVII secolo. Per estensione e' chiamato "cristallo" qualsiasi vetro puro e trasparente, famoso quello di Veneziano.

Filigrana

Filigrana

Una delle tecniche più antiche in uso gia' nel XVI secolo. Si ottiene ponendo, su una lastrametallica, delle canne in vetro trasparente con all'interno un'anima colorata, scaldandola fino al raggiungimento del punto di fusione e quindi si fa rotolare su un oggetto di forma cilindrica a cui aderisce. La quasi totalita' delle vetrerie veneziane fanno uso di detta tecnica. Negli anni 50 e 60 Archimede Seguso realizza degli oggetti in filigrana adottando una particolare tecnica di preparazione e molatura delle canne vitree.

Foglia d'Oro/Argento

Foglia d'Oro/Argento

Sottilissima lamina d'oro puro, di norma nelle dimensioni di cm. 8x8 a 24 carati, che viene incorporata nel vetro ancora allo stato pastoso nella fase iniziale di lavorazione. L'oro può essere poi ricoperto da un ulteriore strato vitreo trasparente. Se il vetro viene soffiato la "foglia" d'oro si frantuma in un suggestivo effetto di "pulviscolo aurato". Dal XIX secolo si usa anche la foglia argentea, la quale deve essere "incamiciata" con altro strato di vetro onde evitare ossidazioni e imbrunimenti antiestetici.

Incalmo

Incalmo

Tecnica veneziana che consiste nel far combaciare perfettamente a caldo due o più elementi di diverso colore per poter ottenere la forma desiderata modellandoli tra loro. Per questo procedimento si necessita di grande abilita' da parte del maestro. Famosi sono i vasi a doppio incalmo, presentati da Venini alla Biennale del 62, come il "Cappello del Doge" su disegno di Thomas Stern.

klè

klè

Tecnica in cui la pasta vitrea viene rotolata prima su una foglia d'oro giallo e poi su una foglia d'oro bianco, il cuore della perla così decorato viene quindi cosparso di avventurina e ricoperto di un cristallo trasparente

Lattimo

Lattimo

Tipo di vetro bianco simile alla porcellana. Si ottiene opacizzando il vetro con ossido di stagno. Il lattimo venne usato nel 600 e 700 come imitazione della porcellana cinese, soprattutto per oggetti decorati a smalti. Riscoperto nel 900 ad opera di vetrerie quali la Barovier & Toso e la MVM Cappellin; negli anni 50 si raggiungono importanti risultati come nel caso di Fulvio Bianconi con le figure della serie "Commedia dell'Arte" eseguite per Venini.

Molatura

Molatura

Questa lavorazione viene effettuata su pezzi precedentemente sezionati e serve a eliminare la parte tagliente del vetro. Con questo procedimento il vetro acquisisce una migliore finitura del bordo e degli spigoli dando al pezzo stesso una maggiore resistenza meccanica.

Murrina

Murrina

Tecnica risalente all'epoca romana; caduta in disuso viene ripresa alla meta' dell'ottocento raggiungendo l'apice nei primi 900 con gli oggetti degli Artisti Barovier. La tecnica di realizzazione consiste nella preparazione di un fascio di canne in vetro multicolore disposte in modo da ottenere il disegno prestabilito, quindi si procede alla fusione ed in seguito al taglio in piccoli dischi. Gli stessi vengono posti su una piastra metallica per ottenere il disegno voluto, riscaldati e quindi fatti aderire su un manufatto di forma cilindrica attaccato alla canna da soffio.

Opalino

Opalino

si ottiene sovrapponendo "incamiciando" il vetro lattimo con un vetro o più vetri sottili trasparenti e/o colorati, ottenendo oggetti artistici dai colori intensi e accesi

Sbruffi

Sbruffi

si tratta di un "soffiata" di vetro molto sottile e di norma colorato che viene usato successivamente in sottili lamelle o scaglie per decorazione a caldo di oggetti vari.

Vetro Acidato

Vetro Acidato

Il vetro acidato è un vetro con una superficie granulosa, ottenuto per mezzo di un trattamento chimico basato sull'impiego di acido fluoridrico (che presenta caratteristiche chimico-fisiche tali da intaccare il vetro).

Vetro Ghiaccio

Vetro Ghiaccio

Decorazione consistente in un'apparente crepatura della parete esterna di vetri soffiati, ottenuta immergendoli in acqua nel corso della lavorazione. La reazione che ne deriva, sorta di "raggrinzimento", produce appunto un effetto "a ghiaccio". Tale lavorazione è nota almeno dal XVIII secolo.

Vetro Madreperla

Vetro Madreperla

è prodotto miscelando piccole scaglie di mica alla massa vetrosa

Zanfirico

Zanfirico

Tecnica simile a quella della "murrina". Si ottiene unendo un fascio di canne di vari colori e si riscalda fino alla fusione; successivamente si attaccano due canne all'estremita' del fuso e vengono tirate e fatte roteare formando una spirale. Lo zanfirico e' il termine moderno usato a Veneziano per chiamare il vetro a "retorti"