La Storia del Vetro di Murano

Il primo documento che attesta la lavorazione del vetro di Murano risale al 982 d.C. Tuttavia, scavi archeologici hanno scoperto dei frammenti indicanti la presenza di tale attività già nel VII sec. L'arte vetraia fu promossa dalla Repubblica della Serenissima solo nel XII sec.

Nel 1291 le fornaci furono spostate a Murano in quanto, essendo in legno la maggior parte degli edifici veneziani, si volevano evitare rischi di incendio.
Nel 1450 l'invenzione del vetro cristallino da parte di Angelo Barovier, fece diventare il Murano famoso nel mondo. Nel 1500 molti maestri si spostarono da Venezia per cercare fortuna altrove, così lo stile veneziano si diffuse in tutta Europa.
Nel 1600 il vetro di Murano conobbe un periodi di crisi a causa della diffusione del cristallo di Boemia e di quello inglese.

Nel 1787, con l'arrivo di Napoleone e la cessione di Venezia all'impero Austroungarico, per preservare il cristallo di Boemia vennero imposti dei dazi molto alti sui prodotti muranesi.
Solo nel XIX sec. si assistette alla rinascita grazie alla scoperta di nuovi tipi di vetro e alla nascita di alcune fornaci.
Nel 1862 fu fondato il Museo del vetro e nel 1864 fu allestita la prima esposizione vetraia muranese.

Nel XX sec. il maestro vetraio cominciò a collaborare con altre figure professionali per l'ideazione e la creazione dei propri oggetti.
Negli anni Cinquanta il Murano attirò artisti del calibro di Calder, Moore, Fontana, Guttuso, le Corbusier ecc.
Oggi l'arte muranese continua a riscuotere un grande successo grazie al connubio derivante dal rispetto delle tradizioni con lo spirito innovativo di designers e artisti contemporanei.